29 GIUGNO 1944: differenze tra le versioni
(→1994, 1943 - 1945. La liberazione in Toscana, la storia, la memoria. Testimonianze ricordi dai comuni toscani. Libri e ricordi nel cinquantesimo) |
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La pagina su Bibbona è incentrata sull'intervista dell'allora assessore del Comune di Bibbona Amelia Montorzi alla Signora Bruna moglie del noto Righino personaggio legato alla storia del Leccio di Righino che si svolge al tempo della Seconda Guerra Mondiale. | La pagina su Bibbona è incentrata sull'intervista dell'allora assessore del Comune di Bibbona Amelia Montorzi alla Signora Bruna moglie del noto Righino personaggio legato alla storia del Leccio di Righino che si svolge al tempo della Seconda Guerra Mondiale. | ||
Versione delle 09:38, 30 giu 2026
29 giugno 2024, 80° Anniversario della Liberazione di Bibbona
Durante la cerimonia presso le Fonti di Bacco è stato inaugurato il pannello informativo che celebra l'incontro, avvenuto il 29 giugno 1944, tra la 34^ Divisione Red Bull ed i partigiani locali presso la località Campo di Sasso.
Qui il testo che mi ha fornito Livia Pecchia che descrive quanto risulta dai fatti e dalla memoria di suo padre Giorgio Pecchia.
- La mattina del 29, quando uscirono dalla macchia, si trovarono davanti una distesa di americani da Campo di Sasso fino al Bottiglione. Immaginate l’emozione! Li stavano aspettando per entrare in Bibbona. Gli alleati mandarono in testa i Partigiani, gli dissero di mettersi il nodo del fazzoletto davanti a volto scoperto, scesero verso il paese. Quindi poco dopo entrarono senza trovare difficoltà.
Nei giorni successivi il pannello della memoria è stato installato nella Macchia della Magona, in località Casetta, vicino al luogo dell'incontro tra i partigiani del 7° Distaccamento ed i reggimenti della 34° Divisione americana Red Bull. Con l'assessora Manuela Pacchini erano presenti Stefano Giari, Livia Pecchia e Marco Andrenacci.
29 giugno 2014, 70° Anniversario della Liberazione di Bibbona, Storie e memorie bibbonesi
Domenica 29 marzo 2014, Bibbona (LI), Comune Vecchio. Marco Andrenacci, Antonio Bonanni, Stefania Brunetti (Assessore Cultura), Giorgio Pecchia (partigiano), Pasquale Ruiu (partigiano), Anna Bonanni (testimone), Aiade Fazzini (testimone) e Pier Ferruccio Mennucci (testimone).
Convegno racconto della liberazione di Bibbona avvenuta 70 anni fa con la partecipazione di alcuni testimoni dell’arrivo in paese degli Alleati e della lotta partigiana. Nel corso della serata sono stati ricordati gli americani che con moltissime perdite liberarono la nostra zona. Infine è stato proiettato un breve video inedito in cui sono evidenti i tragici effetti dei bombardamenti di Cecina.
Ecco perché è stato importante recuperare la conoscenza del 29 giugno: ci sono stati bibbonesi che per 70 anni hanno continuato a commemorare in silenzio questa ricorrenza, ad esempio recandosi ogni anno a Campo di Sasso dove 70 anni fa incontrarono le truppe della 5° Armata.
Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questa serata veramente emozionante: Ilio Nencini, Comune di Bibbona, Associazione di Volontariato La Rocca, Biblioteca ed Archivio Storico Comune di Bibbona, Biblioteca ed Archivio Storico Comune di Cecina, Il Tirreno Redazione di Cecina e Cineteca del Friuli.
Partigiani del 7° Distaccamento «Oberdan Chiesa» della III° Brigata d’Assalto Garibaldi comandata dal Dr. Luigi Ricci che operarono tra Cecina e Canneto.
PARTIGIANI:
- Squadra di assalto N. 1: Paolo Gualtireo, Ruiu Pasquale, Cateni Marino, Granaglia Michele, Lotti Guglielmo, Castellani Luigi, Matteoli Pietro, Vannini Angelo e Aiello Umberto.
- Squadra di assalto N. 2: Demi Fernando, Massei Enos, Pasquinelli Sauro, Massei Luciano, Favilli Alessandro, Formichi Renzo, Ribechini Albino e Galli Fermo
- Squadra di assalto N. 3: Caudullo Renzo, Cuoghi Oriano, Martano Giorgio, Acciaioli Giuseppe, Pecchia Giorgio, Balducci Arnaldo, Malossi Giovanni, Vannucci Emo e Prescendi Raiomondo.
- Servizi di campo: Menicardi Renzo, Damiani Fulvio, Pasquini Ferdinando, Monterzi Agamennone e Monterzi Lauro* Servizi di Collegamento: Castellani Gaetano, Don dei Antonio, Cavicchioli Aldo, Caprai Plinio, Ciaponi Maggiorino, Zazzeri Emo e Zazzeri Mauro.
PATRIOTI:
- Servizio Guide: Pucini Luigi, Bientinesi Telesf()oro e Caramelli Carlo.
- Servizi di collegamento e vari: Bandini Giuseppe, Bernardini Vito, Bonanni Aristotele, Boni Ugo, Campatelli Marino, Lombardi Italo, Montorzi Giovacchino, Montorzi Giacomo, Montorzi Luigi, Montorzi Eraldo, Pantani Giuseppe, Riccucci Ubaldo, Rocchi Enrico, Tonelli Angiolino, Toni Marino, Toni Niccolino, Dolfi Giovanni, Barbieri Salvo, Marchetti Ilvo, Ceppatelli Lido, Galliardi Salvo e Genesi Luigi.
Ecco le foto del momento della consegna della targhe commemorative ai partigiani Pasquale Ruiu ed alla figlia di Giorgio Pecchia.
Altro materiale:
La presentazione: 70° ANNIVERSARIO LIBERAZIONE BIBBONA_v2.1.pdf
Relazione del Comandante Ricci: CECINA ANNI DI GUERRA - RELAZIONE LUIGI RICCI.pdf
Articoli de Il Tirreno:
- Il Tirreno 29 Giugno 1994, Commemorazione 50° Anniversario
- Il Tirreno, 2 Luglio 1994, La Battaglia di cecina
- Il Tirreno, 29 Giugno 2014, Commemorazione 70° Anniversario
Il racconto del Tenente Colonello G. Starr della V° Armata dei giorni a cavallo del 29 giugno 1944: Media: From_Salerno_to_the_Alps.pdf
Come la famosa porta etrusca di Volterra fu salvata dalla distruzione il 30 giugno 1944: http://www.portallarcovolterra.com/
Articolo di La Nazione sull’abbattimento il 22 giugno 1944 di un bombardiere B25 nella campagna di Bibbona: Media: BOMBARDIERE B25 22 GIUGNO 1944.jpeg
Video inedito sugli effetti dei bombardamenti di Cecina:
Video della presentazione con gli interventi di Ruiu, Pecchia (figlia), Bonanni, Fazzini e Mennucci:
1994, 1943 - 1945. La liberazione in Toscana, la storia, la memoria. Testimonianze ricordi dai comuni toscani. Libri e ricordi nel cinquantesimo
Qui sotto potete trovare alcune pagine tratte da 1943 - 1945. La liberazione in Toscana, la storia, la memoria. Testimonianze ricordi dai comuni toscani. Libri e ricordi nel cinquantesimo [download] edito nel 1994 in occasione del cinquantennale della liberazione della nostra costa.
La pagina su Bibbona è incentrata sull'intervista dell'allora assessore del Comune di Bibbona Amelia Montorzi alla Signora Bruna moglie del noto Righino personaggio legato alla storia del Leccio di Righino che si svolge al tempo della Seconda Guerra Mondiale.
Ecco il racconto.
- Durante la guerra Bibbona dovette ospitare un grande numero di sfollati. Vennero qui, in cerca di una maggiore sicurezza, intere famiglie che abbandonarono le città più esposte ai bombardamenti, in particolare Livorno, fatta evacuare dai tedeschi, trovando un'ospitalità che molti ancora oggi ricordano e testimoniano. Solidarietà ebbero anche i soldati allo sbando che cercavano un aiuto ed abiti civili per raggiungere le loro case. I prigionieri costretti a lavorare nei depositi di munizioni delle Casermette, furono aiutati dai patrioti a raggiungere le formazioni della III Brigata Garibaldi. A mandare avanti i poderi erano rimasti donne, bambini ed anziani. Furono tante le famiglie mezzadrili che divisero il loro pane con chi non aveva niente o aveva perso tutto. Particolarmente rammentato dai bibbonesi è, però, un episodio avvenuto nei giorni immediata-mente precedenti la liberazione, che vide protagonista un giovane guardiano di cavalli, Righino Righini. Questo giovane di 25 anni trascorreva gran parte del suo tempo nel bosco della Magona, che dalle adiacenze dell'abitato di Bibbona si estende fin sotto Volterra, congiungendosi con i boschi di Castagneto Carducci e di Sassetta. Righino, quando rimaneva in Magona, abitava in un capanno costruito ad una certa distanza dal luogo dove aveva nascosto i cavalli per sottrarli alle razzie dei soldati tedeschi. La linea del fronte, infatti, era ormai vicina e i reparti tedeschi in ritirata andavano alla ricerca di ogni possibile mezzo dì trasporto. Il pomeriggio del 29 giugno del 1944, Righino si incamminò nel bosco in compagnia di due suoi amici di Guardistallo, Tinagli e Pantani. Con in spalla l'inseparabile doppietta i tre procedevano per sentieri diversi senza troppe preoccupazioni; di tanto in tanto, segnalavano fischiando la loro posizione per non perdere coniano. Giunti alla piana dei Tre Cerri si imbatterono in una pattuglia tedesca che batteva la zona. Tinagli e Pantani riuscirono a fuggire e a tornare al capanno mentre Righino fu preso. Accusato di essere un partigiano venne spinto in malomodo al casolare del Triesto, dove i tedeschi avevano il loro comando e lì fu decisa la sua fucilazione. Portatolo in una vigna, secondo il noto, macabro rituale, essi fornirono a Righino un piccone perché si scavasse la fossa; il giovane capì che ormai la sua esecuzione era vicina e gridò ad una conoscente che passava: "Nella, mi raccomando, dite alla mia mamma che mi ammazzano e che venga qui a portarmi dei fiori". Ma il guardiano dei cavalli non aveva alcuna intenzione di farsi fucilare. Scavando, aspettava attento il momento più opportuno per scappare; quando i tedeschi si sedettero a fumare appoggiando per terra i fucili, Righino non perse un attimo, con un gran balzo saltò il filo spinato che cingeva la vigna e si gettò a capofitto fra i rovi della folta vegetazione che nascondeva un pozzo abbandonato. I tedeschi balzarono in piedi sparando con rabbia nella fitta boscaglia; dovettero essere sicuri di averlo ucciso perché, di lì a poco, passando dal capanno, dissero a Tinagli e a Pantani di aver incontrato un partigiano e di averlo ammazzato. I due conclusero che non poteva trattarsi che di Righino. Egli, invece, sanguinante per le escoriazioni e i graffi, ma vivo, attendeva in fondo al pozzo il momento opportuno per uscire. Giunta la notte, risalì dal pozzo e si diresse verso il capanno; facile immaginare lo sbigottimento e la felicità dei due amici nel vederlo arrivare. Qualche giorno prima (20 giugno) aveva perso la vita il giovane Amerigo Cionini, mentre lo stesso 29 giugno venne ucciso da una pattuglia nazifascista Giuseppe Gelli. L'11 luglio 1944, nel paese da poco liberato, si riunì il Comitato di Liberazione Nazionale, alla presenza del rappresentante del Governo Militare Alleato cap. Witby, che elesse il primo sindaco nella persona di Lorenzo Saturno Cianti, nativo di Bibbona; egli già negli anni '20-'21 aveva ricoperto tale incarico. Nelle elezioni del marzo 1946 venne eletto Augusto Macchi che venne riconfermato nel 1951. Oggi molte cose sono cambiate a Bibbona, dopo i mutamenti intervenuti nell'agricoltura con la fine della mezzadria e in seguito allo sviluppo turistico. La risorsa paesaggistica sulla costa ed in collina è protetta e valorizzata quale principale punto di forza dello sviluppo economico e sociale di Bibbona.
29 giugno 1994, 50° Anniversario della Liberazione di Bibbona
Qui puoi scaricare a copertina dell'edizione di Bibbona notizie del giugno 1994 dedicato al 50° anniversario della liberazione di Bibbona: Bibbona notizie, giugno 1994