Le Grotte Gialle
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Una volta erano le Grotte delle Tane
Fino ad alcuni decenni fa erano semplicemente le "Grotte delle Tane" (dal fosso delle Tane che scorre lì vicino). Hanno sempre suscitato un grande interesse, anche quando erano meno famose di oggi. Le ricordo come meta esotica dei giovani gabbanesi (i residenti a La California) e terra di confine con i vicini bibbonesi.
A quei tempi erano ancora numerose le scritte che ricordavano il loro ultimo utilizzo durante l'ultima guerra come rifugio per gli sfollati. Oggi queste scritte sono scomparse quasi del tutto. Peccato non aver rintracciato (per il momento) foto di quel periodo.
Cronistoria della Grotte Gialle
1,2 milione di anni fa
Un terzo ciclo inizia alla base del Siciliano superiore (circa 1.2 ma) con la trasgressione Gunz-Mindel, per innalzamento del livello del mare provocato appunto dall'interglaciale caldo Gunz-Mindel. Tale trasgressione deposita, sopra i calcari sabbiosi di Montescudaio, i conglomerati, calcareniti e sabbie della Formazione di Bibbona. Il terzo ciclo si esaurisce alla fine del Siciliano superiore circa 1 ma, segnando la fine del Pleistocene inferiore e l'inizio del Pleistocene medio (0.781 ma basandoci sui cicli astronomici).
700 mila anni fa
L'area compresa tra il fosso della Tane ed il vicino botro delle Bugne, che ha anche la fortuna di aver mantenuto la copertura boschiva nota come Macchia del Falciatello o Felcianello, è un'area di interesse non solo nazionale per quel che riguarda la paleoantropologia.
Infatti a brevissima distanza dalle grotte delle Tane in direzione del Botro delle Bugne sono stati ritrovati strumenti paleolitici risalenti addirittura a 700 mila anni fa e riferiti a Homo Erectus (Antecessor o Cepranensis) che dimostrano un'antica (era il 1974) e saltuaria presenza di archeologi in zona. Gli strumenti litici che sono stati ritrovati sono oggi in mostra presso il Museo di Storia Naturale di Livorno (pochi pezzi) e presso il Preistorico etnografico "Luigi Pigorini" (assorbito dal Museo delle Civiltà) a Roma. Questi strumenti litici sono stati ottenuti scheggiando dei ciottoli dell'antica battigia che in quel periodo, o ancora più anticamente, si trovata proprio in quella zona (700000 anni fa eravamo tra due grandi glaciazioni e quindi il livello del mare era maggiore di quello odierno); questi ciottoli scheggiati rappresentano per gli studiosi un evento epocale nella nostra evoluzione perchè l'abilità di produrli ha permesso a quegli esseri viventi di fregiarsi del termine Homo. Sono innumerevoli le caratteristiche uniche del nostro genere ma usare un attrezzo per costruirne un altro è, ad oggi, una nostra peculiarità. Anche le scimmie più addestrate ed intelligenti non riescono a superare questo limite (detto Limite di Sultan, ovviamente Sultan era una scimmia): usano attrezzi per ottenere del cibo ma non sono capaci di costruirsi un attrezzo per ottenere la stessa ricompensa! In Africa è successo molto prima intorno a 2 milioni di anni fa mentre in Italia l'esperienza di Bibbona è una delle primissime evidenze di Homo.
Tempi etruschi
Si racconta che siano state, molto più recentemente, tombe etrusche anche se al momento non sono riuscito a recuperare studi; di sicuro non ci sono ritrovamenti di epoca etrusca. Al contrario, hanno ricevuto le attenzioni dei tombaroli; ricordo di avere trovato diversi anni fa, nascosti lì vicino, i loro attrezzi e tutt'ora sono ben evidenti le tracce delle loro "ricerche": un buco fatto con le loro aste per cercare camere nascoste! Nessuna nuova camera è stata comunque scoperta negli ultimi decenni. Le belle grotte sono scavate in una roccia giallastra molto friabile chiamata calcarenite ricca di fossili marini facilmente individuabili ovunque che rendono ancora più affascinante questo luogo. Come avrete intuito milioni di anni fa questo era il fondale di un antico mare mentre al tempo di quei primitivi uomini questa zona era la linea di costa. Nell'articolo sopra citato gli studiosi parlano di: "conglomerati, calcareniti e sabbie di Bibbona".
Tempi di guerra
Lungo il fosso delle Tane ci sono molte altre grotte tra cui quella con la bella scritta "D.R./1-7/1944" risalente alla seconda guerra mondiale, due giorni dopo la liberazione di Bibbona avvenuta il 29 giugno 1944, che ho pubblicato diverse news fa.
Bibbona fu liberata dall’occupazione nazifascista il 29 giugno 1944. Possibile che la scritta ricordi l’avvenuto passaggio del fronte.La Grotta Partigiana si trova lungo l’alveo del Botro del Ferracone in una posizione più isolata rispetto alle Grotte Gialle.Fino a pochi anni fa scritte riferite alla seconda guerra mondiale (soprattutto la data 1943 e 1944) erano ancora numerose sulla pareti interne delle Grotte Gialle.Il ricordo del loro utilizzo come rifugio per gli sfollati è ancora ben presente tra la popolazione di Bibbona. Possibile un loro utilizzo anche da parte dei partigiani che operarono in zona.
Per maggiori informazioni sulla liberazione di Bibbona visita questa pagina: La liberazione di Bibbona
15 anni fa
Purtroppo negli ultimi decenni anni l'aspetto esterno delle Grotte delle Tane è stato irrimediabilmente alterato da vandali che hanno inciso forme contorte come i loro cervelli sulla bella, una volta, facciata esterna.
Sempre in questo periodo le buone vecchie "Grotte delle Tane" sono divenute "le grotte gialle". In effetti ci può stare ma, per favore, lasciamo i Maya al Messico (mi raccomando in ogni modo non al Perù come erroneamente scritto nell'articolo "Sembra il Perù ma siamo in Toscana! In Provincia di Livorno ci sono le incredibili grotte gialle dei Maya" di Emma Valenti).
Tempi moderni
Tutta questa zona potrebbe diventare un parco archeo-storico di rilevante interesse raccontando la nostra storia dal lontano paleolitico (che in effetti storia non è) fino alla liberazione d'Italia. Anzi, detto tra noi, l'utilizzo di queste grotte come rifugio per gli sfollati e, forse, per i gruppi di partigiani che operavano in zona è uno degli aspetti più interessanti.
Nonostante tutto questo la zona è ancora priva di panelli informativi che potrebbero raccontare cosa i numerosi turisti stanno vedendo ma, anche, suggerisce le corrette forme di comportamento. Basta fare una breve ricerca online per capire che il fenomeno delle grotte gialle è realmente esploso e che quindi in un modo o nell'altro dovrà essere controllato.
qui trovate un articolo del passato ottobre scritto da Emma Valenti ed intitolato "Sembra il Perù ma siamo in Toscana! In Provincia di Livorno ci sono le incredibili grotte gialle dei Maya". Per favore scoraggiate questa storia dei Maya! [2] qui invece un video ben fatto Esploriamo le grotte gialle di Bibbona - piccola e suggestiva Necropoli etrusca nascosta nel bosco qui delle belle foto alcune delle quali a 360° [1]
Negli ultimi anni le grotte gialle sono diventate meta di numerosi turisti grazie alle escursioni organizzate nel periodo estivo ed alle numerose recensioni online di cui sono oggetto.
111 luoghi delle Maremme che devi proprio scoprire, di Irene Pellegrini
Da poche settimane è disponibile nelle librerie il nuovo volume [1] della collana "111 luoghi..." dedicato alle "Maremme".Abbiamo ben 3 luoghi bibbonesi: i Tomboli "La costa degli Etruschi anche a quattro zampe", California dreamin' "Non è l'America, ma quasi" e Grotte Gialle "Homo sapiens, etruschi e tombaroli"
- Maremma o maremme? La Maremma, per consuetudine, si fa corrispondere alla provincia di Grosseto, ma il termine “maremma” indica un paesaggio geografico e, in un modo tutto suo, culturale; sarebbe dunque opportuno parlare di “maremme” del Centro Italia (dalla foce del fiume Cecina fino ai Monti della Tolfa). È proprio la pluralità a rendere unico questo territorio, che l’autrice ha attraversato a piedi raccogliendo 111 storie, vite e meraviglie.
Tesori Sotterranei
Le Grotte Gialle ospite della puntata di domenica 8 dicembre 2024 di Speciale Tg1 “Tesori Sotterranei” di Patrizia Angelini. La puntata è stata vista da ben 610.000 spettatori.
- Testimonianze di insediamenti prestorici e di antiche civiltà nell’estrazione di minerali, ma anche la narrazione del passaggio dei templari e di Leonardo Da Vinci come nelle grotte di calcarenite a Bibbona o nei sotterranei delle Fortezze di Livorno costruite sopra la roccia sedimentaria di pietra panchina.
Qui il link al video (Bibbona dal minuto 20 circa): Tesori Sotterranei, Speciale TG1