29 GIUGNO 1944: differenze tra le versioni

Da La California Italiana.
(Cronologia della liberazione di Bibbona)
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==Introduzione e fonti disponibili==
 
==Introduzione e fonti disponibili==
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Pier Ferruccio Mennucci, testo e disegno
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* La controaerea: (…) mi ero allontanato per vedere quella strana attrezzatura piazzata in mezzo al prato (nei dintorni di La California n.d.r). Si trattava di una contraerea incastellata su di una piattaforma ruotante (…) I tedeschi avevano disseminato di finte controaeree di legno nei dintorniallo scopo di ingannare i caccia americani (…) La Via Aurelia era percorsa da colonne motorizzate che trasportavano materiali e truppe tedesche, soggette a frequenti attacchi aerei, per questa ragione la controaerea era disseminata nei campi adiacenti, nei pressi della nostra casa.
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* I bombardamenti e mitragliamenti: Gli aerei americani sbucavano radenti dalla parte alta (del paese di Bibbona n.d.r) e si gettavano in picchiata , giù lungo la strada (del nuovo Comune n.d.r), mitragliando verso la parte bassa del paese, dove incrociava la strada che da Casale Marittimo si dirige fino all’Aurelia. In questo incrocio erano bersagliate le colonne motorizzate tedesche in transito; in questo luogo le case erano sforacchiate e annerite dai proiettili da 12 mm dei cannoncini dei Mustang americani.
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* Le grotte di San Rocco: Il retro della casa si affacciava nel piazzale della scuola elementare trasformata in caserma della forze armate germaniche.Al lato opposto della strada correva un muretto, dietro al quale un terrapieno di tufo era stato scavato ricavandone delle grotte che fungevano da rifugio. Questo luogo non fu mai utilizzato come rifugio perché a Bibbona non ci furono bombardamenti, solo io vi correvo dentro al passaggio delle fortezze volanti americane, non so perché, ma ne ero terrorizzato.
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* Sfollati alla Fonte al Fico: A Bibbona, in quel periodo, erano sfollate alcune famiglie provenienti da Cecina e Livorno. Dove la strada ghiaiosa terminava, nel cuore della Magona (…) nasceva un ruscello alimentato da una sorgente naturale «la fonte al fico». Questo fu l’accampamento dove trascorremmo l’ultimo periodo di guerra fino al passaggio del fronte e l’arrivo della 5° armata americana. La zia Alda e i figli si spostarono (…) presso un contadino in località «Trieste» (…) mio cugino Vatino si aggregò ad un gruppo di parigiani della zona.
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* Arrivano gli americani: Una sera, mentre stavamo cenando, improvvisamente, un sibilo e uno scoppio che ci assordì, zolle di terra e pezzi di rami ci caddero addosso; cominciò così il cannoneggiamento che durò tutta la notte. I primo colpi esplosero vicini, alcuni sui poggi del Trieste (…) era il 26 giugno 1944. (…) «probabilmente gli americani sanno di quella batterie tedesca piazzata al Trieste, questi cannoni non sono lontani vuol dire che gliamericani stanno per arrivare». Al mattino il cannoneggiamento cessò e improvvisamente tornò la quiete (…). Tre giorni dopo il cannoneggiamento, un uomo arrivò in bicicletta e ed urlò «ma cosa ci fate ancora qui, a Bibbona ci sono gli americani» Con l’arrivo degli americani arrivarono anche tutti quelli che erano evacuati; ritornarono le famiglie dai vari luoghi di sfollamento, arrivarono i partigiani dalla macchia e scoprimmo quanti erano e chi erano.*Leggi Razziali: La IV° elementare la frequentai a Cecina dove ero accompagnato con il calesse da Canzio, l’uomo di fattoria. Una mattina la maestra, Signorina Sdria, fu prelevata in aula da due poliziotti in borghese, noi ragazzi non capimmo cosa stava succedendo, la maestra era ebrea e nonavevamo idea di cosa fossero le leggi razziali, nessuno ne parlava. Fu rilasciata dopo pochi giorni, (…)
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* Epurazioni: Tornammo a «Le Torri» (presso La California n.d.r), (…), nacquero le rivendicazioni politiche e dilagò l’odio di classe, mio padre venne prelevato dal «Comitato del Popolo» e portato a Bibbona dove, insieme ad altri proprietari terrieri, fu rinchiuso dentro a dei porcili in attesa del giudizio. Venne portato di fronte ad un tribunale d’epurazione americano, tra le accuse c’era quella di provocatore del popolo, per averemandato in giro la moglie con il calesse con le ruote di gomma. Era stato fascista e ne rimase nostalgico fino alla morte, ma in effetti non aveva commesso soprusi verso nessuno (…). Il maggiore americano che presiedeva il tribunale d’epurazione non trovò le accuse rilevanti e mio padre tornò acasa dopo pochi giorni, non subì angherie neppure da parte della popolazione (…)
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==Cronologia della liberazione di Bibbona==
 
==Cronologia della liberazione di Bibbona==
 
''16 giugno 1944''
 
''16 giugno 1944''

Versione delle 22:31, 3 lug 2026

Indice

Introduzione e fonti disponibili

Ricordi

Pier Ferruccio Mennucci, testo e disegno

  • La controaerea: (…) mi ero allontanato per vedere quella strana attrezzatura piazzata in mezzo al prato (nei dintorni di La California n.d.r). Si trattava di una contraerea incastellata su di una piattaforma ruotante (…) I tedeschi avevano disseminato di finte controaeree di legno nei dintorniallo scopo di ingannare i caccia americani (…) La Via Aurelia era percorsa da colonne motorizzate che trasportavano materiali e truppe tedesche, soggette a frequenti attacchi aerei, per questa ragione la controaerea era disseminata nei campi adiacenti, nei pressi della nostra casa.
  • I bombardamenti e mitragliamenti: Gli aerei americani sbucavano radenti dalla parte alta (del paese di Bibbona n.d.r) e si gettavano in picchiata , giù lungo la strada (del nuovo Comune n.d.r), mitragliando verso la parte bassa del paese, dove incrociava la strada che da Casale Marittimo si dirige fino all’Aurelia. In questo incrocio erano bersagliate le colonne motorizzate tedesche in transito; in questo luogo le case erano sforacchiate e annerite dai proiettili da 12 mm dei cannoncini dei Mustang americani.
  • Le grotte di San Rocco: Il retro della casa si affacciava nel piazzale della scuola elementare trasformata in caserma della forze armate germaniche.Al lato opposto della strada correva un muretto, dietro al quale un terrapieno di tufo era stato scavato ricavandone delle grotte che fungevano da rifugio. Questo luogo non fu mai utilizzato come rifugio perché a Bibbona non ci furono bombardamenti, solo io vi correvo dentro al passaggio delle fortezze volanti americane, non so perché, ma ne ero terrorizzato.
  • Sfollati alla Fonte al Fico: A Bibbona, in quel periodo, erano sfollate alcune famiglie provenienti da Cecina e Livorno. Dove la strada ghiaiosa terminava, nel cuore della Magona (…) nasceva un ruscello alimentato da una sorgente naturale «la fonte al fico». Questo fu l’accampamento dove trascorremmo l’ultimo periodo di guerra fino al passaggio del fronte e l’arrivo della 5° armata americana. La zia Alda e i figli si spostarono (…) presso un contadino in località «Trieste» (…) mio cugino Vatino si aggregò ad un gruppo di parigiani della zona.
  • Arrivano gli americani: Una sera, mentre stavamo cenando, improvvisamente, un sibilo e uno scoppio che ci assordì, zolle di terra e pezzi di rami ci caddero addosso; cominciò così il cannoneggiamento che durò tutta la notte. I primo colpi esplosero vicini, alcuni sui poggi del Trieste (…) era il 26 giugno 1944. (…) «probabilmente gli americani sanno di quella batterie tedesca piazzata al Trieste, questi cannoni non sono lontani vuol dire che gliamericani stanno per arrivare». Al mattino il cannoneggiamento cessò e improvvisamente tornò la quiete (…). Tre giorni dopo il cannoneggiamento, un uomo arrivò in bicicletta e ed urlò «ma cosa ci fate ancora qui, a Bibbona ci sono gli americani» Con l’arrivo degli americani arrivarono anche tutti quelli che erano evacuati; ritornarono le famiglie dai vari luoghi di sfollamento, arrivarono i partigiani dalla macchia e scoprimmo quanti erano e chi erano.*Leggi Razziali: La IV° elementare la frequentai a Cecina dove ero accompagnato con il calesse da Canzio, l’uomo di fattoria. Una mattina la maestra, Signorina Sdria, fu prelevata in aula da due poliziotti in borghese, noi ragazzi non capimmo cosa stava succedendo, la maestra era ebrea e nonavevamo idea di cosa fossero le leggi razziali, nessuno ne parlava. Fu rilasciata dopo pochi giorni, (…)
  • Epurazioni: Tornammo a «Le Torri» (presso La California n.d.r), (…), nacquero le rivendicazioni politiche e dilagò l’odio di classe, mio padre venne prelevato dal «Comitato del Popolo» e portato a Bibbona dove, insieme ad altri proprietari terrieri, fu rinchiuso dentro a dei porcili in attesa del giudizio. Venne portato di fronte ad un tribunale d’epurazione americano, tra le accuse c’era quella di provocatore del popolo, per averemandato in giro la moglie con il calesse con le ruote di gomma. Era stato fascista e ne rimase nostalgico fino alla morte, ma in effetti non aveva commesso soprusi verso nessuno (…). Il maggiore americano che presiedeva il tribunale d’epurazione non trovò le accuse rilevanti e mio padre tornò acasa dopo pochi giorni, non subì angherie neppure da parte della popolazione (…)

Cronologia della liberazione di Bibbona

16 giugno 1944

Il comandante tedesco, feldmaresciallo Albert Kesselring, sta attuando il ripiegamento delle sue forze sulla Linea Gotica. Roma è stata lasciata alle forse alleate che vi sono entrate il 4 giugno. Le antiche vie consolari che si irradiano da Roma verso il nord dell’Italia sono piene di mezzi e truppe tedesche in ritirata. Tra queste anche la nostra Via Aurelia allora ancora via Emilia. Gli alleati stanno inseguendo altre priorità come lo sbarco in Normandia e quello in programma nel sud della Francia: il colpo di grazia alle divisioni tedesche in Italia viene rimandato. È una ritirata composta, non frettolosa. Kesselring ha convinto il Fuehrer che è inutile sprecare risorse in linee di difesa improvvisate: meglio concentrarsi sulla Linea Gotica. Lungo la costa Kesselring decide di lasciare indietro delle truppe solo in posti strategici in modo da rallentare l’avanzata degli alleati. Il contatto tra la V° armata americana ed i tedeschi lungo la costa a nord di Civitavecchia non è ancora avvenuto.23 giugno 1944

Le truppe americane della 34° divisione Red Bull stanno risalendo la Toscana lungo la costa.Il tempo è da molti giorni soleggiato e caldo "wheater sunny and hot".A nord di Civitavecchia hanno incontrato pochissima resistenza tanto che solo oggi il 442simo battaglione, all'altezza di Scansano, ha avuto il primo contatto con il nemico: tre fanti tedeschi sono catturati. L'avanzata prosegue liberando una dietro l'altro le cittadine della costa molte della quali, come Roma, sono state abbandonate per tempo dai nazisti.

Per la popolazione sono mesi drammatici. Questa è l'estate delle stragi molte delle quali compiute dai nazifascisti poco prima di abbandonare le loro posizioni. Nel caso delle provincia di Livorno e Grosseto nei mesi di maggio, giugno e luglio 1944 si concentra circa l'80% di tutte le stragi registrate [1] dopo l'8 settembre. Questo è l'elenco degli eventi nella nostra provincia in quei drammatici giorni ai quali ho aggiunto le stragi di Guardistallo e Montescudaio.

Un'onda di morte che risale la Toscana.

  • MONTEFALCONE PIOMBINO 19.06.1944 (lunedì, 19 giugno 1944)
  • VADA CECINA 20.06.1944 (martedì, 20 giugno 1944)
  • ARDENZA LIVORNO 21.06.1944 (mercoledì, 21 giugno 1944)
  • DONORATICO CASTAGNETO CARDUCCI 23.06.1944 (venerdì, 23 giugno 1944)
  • NUGOLA VECCHIA COLLESALVETTI 23-24.06.1944 (venerdì, 23 giugno 1944)
  • VIA DELLA SASSETTA CASTAGNETO CARDUCCI 24.06.1944 (sabato, 24 giugno 1944)
  • ACQUA CALDA CASTAGNETO CARDUCCI 25.06.1944 (domenica, 25 giugno 1944)
  • ARDENZA LIVORNO 28.06.1944 (mercoledì, 28 giugno 1944)
  • NUGOLA VECCHIA COLLESALVETTI 28.06.1944 (mercoledì, 28 giugno 1944)
  • MONTESCUDAIO 29.06.1944 (giovedì, 29 giugno 1944)
  • GUARDISTALLO 29.06.1944 (giovedì, 29 giugno 1944)
  • ROSIGNANO SOLVAY ROSIGNANO MARITTIMO 02.07.1944 (domenica, 2 luglio 1944)
  • ROSIGNANO MARITTIMO 04.07.1944 (martedì, 4 luglio 1944)
  • PALAZZINO CECINA 22.07.1944 (sabato, 22 luglio 1944)

26 giugno 1944

Ieri gli alleati hanno liberato una Piombino già abbandonata dai nemici. Oggi si trovano in vista di Suvereto. Insieme al fronte avanzano anche i nuovi campi di aviazione: adesso con i bombardieri ci sono i caccia che mitragliano i convogli tedeschi in ritirata. Ecco alcuni ricordi di testimoni:

  • Pier Ferruccio Mennucci: (…) mi ero allontanato per vedere quella strana attrezzatura piazzata in mezzo al prato (nei dintorni di La California n.d.r). Si trattava di una contraerea incastellata su di una piattaforma ruotante (…) I tedeschi avevano disseminato di finte controaeree di legno nei dintorni allo scopo di ingannare i caccia americani (…) La Via Aurelia era percorsa da colonne motorizzate che trasportavano materiali e truppe tedesche, soggette a frequenti attacchi aerei, per questa ragione la controaerea era disseminata nei campi adiacenti, nei pressi della nostra casa.
  • Pier Ferruccio Mennucci: Gli aerei americani sbucavano radenti dalla parte alta (del paese di Bibbona n.d.r) e si gettavano in picchiata , giù lungo la strada (del nuovo Comune n.d.r), mitragliando verso la parte bassa del paese, dove incrociava la strada che da Casale Marittimo si dirige fino all’Aurelia. In questo incrocio erano bersagliate le colonne motorizzate tedesche in transito; in questo luogo le case erano sforacchiate e annerite dai proiettili da 12 mm dei cannoncini dei Mustang americani.
  • Radames Ferri: Radames era sfollato alla macchia per l'esattezza al Triesto fino a quando gli alleati cominciarono a bombardare le strade di comunicazione ed i tedeschi minavano i ponti per rallentare l'avanzata alleata. Dopo il bombardamento degli aerei sul Trieste e sulla Sterza, la sua compagnia si trasferì verso il paese fermandosi alle cave di alabastro giù al Botro Grande (...)

27 giugno 1944

First day of combat. Il diario del 442^ Reggimento Combat Team apre il resoconto del 26 giugno 1944 con queste parole.Durante la ritirata il feldmaresciallo Albert Kesselring decide di porre le prime difese a nord di Roma tra Suvereto e la località Belvedere. Come mostrato nella carta sotto la maggior parte dei paesi collinari, a nord di Suvereto, furono presidiati da soldati tedeschi con il compito di rallentare l'avanzata della 34° divisione americana. La liberazione di ognuno di queste località è costata la vita di soldati americani e di partigiani che, in molti casi, supportarono le azioni degli alleati.

Il percorso della 34° Divisione USA

29 giugno 1944

Ecco il ricordo di Livia Pecchia figlia del partigiano bibbonese Giorgio Pecchia: La mattina del 29, quando uscirono dalla macchia, si trovarono davanti una distesa di americani da Campo di Sasso fino al Bottiglione. Immaginate l’emozione! Li stavano aspettando per entrare in Bibbona. Gli alleati mandarono in testa i Partigiani, gli dissero di mettersi il nodo del fazzoletto davanti a volto scoperto, scesero verso il paese. Quindi poco dopo entrarono senza trovare difficoltà.

La nota autografa di Ricci in Cecina anni di guerra racconta le iniziative del gruppo nei giorni prima della liberazione di Bibbona. Ecco gli avvenimenti nei giorni della liberazione:

  • 26 giugno: catturati due soldati tedeschi tra quelli che si stavano ritirando dalle linea di fronte nei pressi della Sassa
  • 28 giugno: in zona Calcinaie (Bibbona) attacco di un gruppo di 19 tedeschi con cattura di mezzi ed armi. La notte precedente l’ingresso degli alleati in Bibbona il gruppo di partigiani, sotto i tiro delle batterie alleate, vennero attaccati diversi gruppi di tedeschi. Feriti nel gruppo Oberdan Chiesa
  • 29 giugno: tutto il contingente del nucleo si è messo a disposizione degli Alleati guidandoli attraverso la campagna di Bibbona, Cecina fino a Casale M.to dove è entrata con le truppe alleate. I partigiani fecero quindi da guida alle compagnie I.K.L. fino a raggiungere Cecina.

Dopo il 29 giugno 1944

I partigiani Demi Fernando, Paoli Gualtiero, Ruiu Pasquale e Caudullu Renzo proseguirono l’avanzata dopo Cecina mettendosi al servizio della 34° divisione «Toro».

Il bombardamento di Cecina

Le incursioni aree su Cecina sono iniziate nel novembre del 1943.Inizialmente le bombe sganciate dai bombardieri caddero nella zona tra la stazione ed i ponti sul fiume Cecina. Successivamente iniziarono a colpire anche il centro cittadino. Il primo dicembre ci fu la prima vittima civile: Eva Grandi nei Montevecchi che grazie al suo sacrificio riuscì a salvare isuoi due piccoli bambini Maura e Mara. Cecina ha dedicato una via ad Eva. Da questo momento i bombardamenti si susseguono prendendo di mira indistintamente tutta la cittadina. La maggior parte dei cecinesi sfolla nella campagna (es. grotte Gialle) ed anche a Bibbona che non fu mai bombardata delle fortezze volanti.

L'operazione Brassard

Gli storici ritengono che l'operazione Brassard ottanta anni fa oggi in corso per la "liberazione" dell'Isola d'Elba sia stata una operazione inutile. Un inutile spreco di carne da macello, le truppe coloniali francesi, e di violenze con più di duecento donne elbane violentate dalle truppe coloniali sopravvissute allo sbarco grazie al diritto di saccheggio consentito dagli ufficiali francesi. Quarantotto ore di terrore che ancora oggi è vivo tra la popolazione elbana.Fortuna ha voluto che dopo questa operazione le truppe coloniali francesi, con i loro impuniti ufficiali francesi, fossero richiamate altrove in vista dello sbarco nel sud della Francia.Ancora oggi gli elbani non si riferiscono a quegli eventi come alla "Liberazione dell'isola d'Elba", per loro è stato solo lo "sbarco".Sono felice che il Corriere della Sera abbia dedicato uno speciale molto ben fatto all'operazione Brassard:

  • Olimpia, lavandaia eroica che si offrì ai soldati per salvare altre donne: 80 anni fa lo sbarco degli alleati all’Isola d’Elba [1]

Come abbiamo celebrato la ricorrenza

29 giugno 2026, 82° Anniversario della Liberazione di Bibbona

Nel corso dell'82° anniversario è stata inaugurata l'installazione del pannello infografico, già installato nel 2024 presso Campo di Sasso nell'atrio del Palazzo Civico.

La locandina dell'evento
Un momento della cerimonia

7 maggio 2025, Una provincia in guerra

La locandina

Farà tappa anche al Centro Espositivo del Comune Vecchio di Bibbona la mostra itinerante “Una Provincia in guerra (1940-1945). A 80 anni dalla liberazione del territorio livornese”. L’inaugurazione è in programma per mercoledì 7 maggio alle ore 17.30, rimarrà poi visitabile tutti i giorni, a ingresso libero, fino a domenica 11 maggio [link]

10 luglio 2024, Inaugurazione del pannello infografico a Campo di Sasso

Il pannello della memoria è stato installato nella Macchia della Magona, in località Casetta, vicino al luogo dell'incontro tra i partigiani del 7° Distaccamento e i reggimenti della 34° Divisione americana Red Bull. Con l'assessora Manuela Pacchini erano presenti Stefano Giari, Livia Pecchia e Marco Andrenacci.Sotto una bella immagine.Qui invece vi riporto il testo che mi ha fornito Livia Pecchia che descrive quanto risulta dai fatti e dalla memoria di suo padre Giorgio Pecchia.

La mattina del 29, quando uscirono dalla macchia, si trovarono davanti una distesa di americani da Campo di Sasso fino al Bottiglione. Immaginate l’emozione! Li stavano aspettando per entrare in Bibbona. Gli alleati mandarono in testa i Partigiani, gli dissero di mettersi il nodo del fazzoletto davanti a volto scoperto, scesero verso il paese. Quindi poco dopo entrarono senza trovare difficoltà.
Il pannello

29 giugno 2024, 80° Anniversario della Liberazione di Bibbona

La locandina della cerimonia

Durante la cerimonia presso le Fonti di Bacco è stato inaugurato il pannello informativo che celebra l'incontro, avvenuto il 29 giugno 1944, tra la 34^ Divisione Red Bull ed i partigiani locali presso la località Campo di Sasso.

Il pannello installato presso Casetta di Campo di Sasso

Qui il testo che mi ha fornito Livia Pecchia che descrive quanto risulta dai fatti e dalla memoria di suo padre Giorgio Pecchia.

La mattina del 29, quando uscirono dalla macchia, si trovarono davanti una distesa di americani da Campo di Sasso fino al Bottiglione. Immaginate l’emozione! Li stavano aspettando per entrare in Bibbona. Gli alleati mandarono in testa i Partigiani, gli dissero di mettersi il nodo del fazzoletto davanti a volto scoperto, scesero verso il paese. Quindi poco dopo entrarono senza trovare difficoltà.
Un momento della cerimonia

Nei giorni successivi il pannello della memoria è stato installato nella Macchia della Magona, in località Casetta, vicino al luogo dell'incontro tra i partigiani del 7° Distaccamento ed i reggimenti della 34° Divisione americana Red Bull. Con l'assessora Manuela Pacchini erano presenti Stefano Giari, Livia Pecchia e Marco Andrenacci.

Ecco alcuni ricordi:

  • Pier Ferruccio Mennucci: (…) mi ero allontanato per vedere quella strana attrezzatura piazzata in mezzo al prato (nei dintorni di La California n.d.r). Si trattava di una contraerea incastellata su di una piattaforma ruotante (…) I tedeschi avevano disseminato di finte controaeree di legno nei dintorni allo scopo di ingannare i caccia americani (…) La Via Aurelia era percorsa da colonne motorizzate che trasportavano materiali e truppe tedesche, soggette a frequenti attacchi aerei, per questa ragione la controaerea era disseminata nei campi adiacenti, nei pressi della nostra casa.
  • Pier Ferruccio Mennucci: Gli aerei americani sbucavano radenti dalla parte alta (del paese di Bibbona n.d.r) e si gettavano in picchiata , giù lungo la strada (del nuovo Comune n.d.r), mitragliando verso la parte bassa del paese, dove incrociava la strada che da Casale Marittimo si dirige fino all’Aurelia. In questo incrocio erano bersagliate le colonne motorizzate tedesche in transito; in questo luogo le case erano sforacchiate e annerite dai proiettili da 12 mm dei cannoncini dei Mustang americani.
  • Radames Ferri: Radames era sfollato alla macchia per l'esattezza al Triesto fino a quando gli alleati cominciarono a bombardare le strade di comunicazione ed i tedeschi minavano i ponti per rallentare l'avanzata alleata. Dopo il bombardamento degli aerei sul Trieste e sulla Sterza, la sua compagnia si trasferì verso il paese fermandosi alle cave di alabastro giù al Botro Grande (...)

29 giugno 2022, La Grotta Partigiana

Durante l'ultima uscita "per boschi" della passata primavera mi è capitato di "scoprire" la grotta gialla che trovate nella fotografia qui allegata.E' una foto molto importante. Le scritte sul suo ingresso si sono salvate dalla erosione della pioggia e delle piene del Fosso delle Tane.Dopo 78 anni sono ancora chiaramente visibili la data 1 Luglio 1944 ed alcune lettere che ricordano una calligrafia di altri tempi.Questa grotta è posta lungo il Fosso della Tane a cavallo dei comuni di Bibbona e Casale Marittimo. Ce ne sono altre anche più grandi nelle quali quando ero piccolo era abbastanza frequente trovare scritte e date risalenti alla seconda guerra mondiale quando furono usate dai partigiani e dai numerosi sfollati che arrivarono nel nostro comune.Come dicevo quella data è importante perché segue di soli due giorni la liberazione dei due comuni.Non abbiamo elementi per stabilire se essa fu usata come riparo da parte di sfollati oppure anche o solo dalla brigata partigiana comandata dal Dott. Luigi Ricci che operava nella nostra zona. Molto probabile che quella sia la data in cui essa fu "liberata" dai sui occupanti che poterono così tornare a casa un paio di giorni dopo il passaggio del fronte.

La Grotta Partigiana

In realtà anche le più famose Grotte Gialle furono usate come rifugio nel corso della seconda guerra mondiale, vedi qui la pagina dedicata: Le grotte gialle

2 giugno 2021, Donne Bibbonesi

Ecco un nuovo articolo in occasione del 2 giugno. Si intitola Donne bibbonesi.Era molto che volevo raccontare il periodo a cavallo della liberazione. Un periodo ricco di conquiste democratiche sia per le donne che per la nostra Italia. Come sempre ci trovate dei pezzetti di storia bibbonese.


Puoi scaricare qui l'articolo: Donne bibbonesi, 2021

29 giugno 2014, 70° Anniversario della Liberazione di Bibbona

BIBBONA, Storia di una Comunità LOCANDINA

Domenica 29 marzo 2014, Bibbona (LI), Comune Vecchio. Marco Andrenacci, Antonio Bonanni, Stefania Brunetti (Assessore Cultura), Giorgio Pecchia (partigiano), Pasquale Ruiu (partigiano), Anna Bonanni (testimone), Aiade Fazzini (testimone) e Pier Ferruccio Mennucci (testimone).

Convegno racconto della liberazione di Bibbona avvenuta 70 anni fa con la partecipazione di alcuni testimoni dell’arrivo in paese degli Alleati e della lotta partigiana. Nel corso della serata sono stati ricordati gli americani che con moltissime perdite liberarono la nostra zona. Infine è stato proiettato un breve video inedito in cui sono evidenti i tragici effetti dei bombardamenti di Cecina.

Ecco perché è stato importante recuperare la conoscenza del 29 giugno: ci sono stati bibbonesi che per 70 anni hanno continuato a commemorare in silenzio questa ricorrenza, ad esempio recandosi ogni anno a Campo di Sasso dove 70 anni fa incontrarono le truppe della 5° Armata.

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questa serata veramente emozionante: Ilio Nencini, Comune di Bibbona, Associazione di Volontariato La Rocca, Biblioteca ed Archivio Storico Comune di Bibbona, Biblioteca ed Archivio Storico Comune di Cecina, Il Tirreno Redazione di Cecina e Cineteca del Friuli.

Partigiani del 7° Distaccamento «Oberdan Chiesa» della III° Brigata d’Assalto Garibaldi comandata dal Dr. Luigi Ricci che operarono tra Cecina e Canneto.

PARTIGIANI:

  • Squadra di assalto N. 1: Paolo Gualtireo, Ruiu Pasquale, Cateni Marino, Granaglia Michele, Lotti Guglielmo, Castellani Luigi, Matteoli Pietro, Vannini Angelo e Aiello Umberto.
  • Squadra di assalto N. 2: Demi Fernando, Massei Enos, Pasquinelli Sauro, Massei Luciano, Favilli Alessandro, Formichi Renzo, Ribechini Albino e Galli Fermo
  • Squadra di assalto N. 3: Caudullo Renzo, Cuoghi Oriano, Martano Giorgio, Acciaioli Giuseppe, Pecchia Giorgio, Balducci Arnaldo, Malossi Giovanni, Vannucci Emo e Prescendi Raiomondo.
  • Servizi di campo: Menicardi Renzo, Damiani Fulvio, Pasquini Ferdinando, Monterzi Agamennone e Monterzi Lauro* Servizi di Collegamento: Castellani Gaetano, Don dei Antonio, Cavicchioli Aldo, Caprai Plinio, Ciaponi Maggiorino, Zazzeri Emo e Zazzeri Mauro.

PATRIOTI:

  • Servizio Guide: Pucini Luigi, Bientinesi Telesf()oro e Caramelli Carlo.
  • Servizi di collegamento e vari: Bandini Giuseppe, Bernardini Vito, Bonanni Aristotele, Boni Ugo, Campatelli Marino, Lombardi Italo, Montorzi Giovacchino, Montorzi Giacomo, Montorzi Luigi, Montorzi Eraldo, Pantani Giuseppe, Riccucci Ubaldo, Rocchi Enrico, Tonelli Angiolino, Toni Marino, Toni Niccolino, Dolfi Giovanni, Barbieri Salvo, Marchetti Ilvo, Ceppatelli Lido, Galliardi Salvo e Genesi Luigi.


Ecco le foto del momento della consegna della targhe commemorative ai partigiani Pasquale Ruiu ed alla figlia di Giorgio Pecchia.

Altro materiale:

La presentazione: 70° ANNIVERSARIO LIBERAZIONE BIBBONA_v2.1.pdf

Relazione del Comandante Ricci: CECINA ANNI DI GUERRA - RELAZIONE LUIGI RICCI.pdf

Articoli de Il Tirreno:

Il racconto del Tenente Colonello G. Starr della V° Armata dei giorni a cavallo del 29 giugno 1944: Media: From_Salerno_to_the_Alps.pdf

Come la famosa porta etrusca di Volterra fu salvata dalla distruzione il 30 giugno 1944: http://www.portallarcovolterra.com/

Articolo di La Nazione sull’abbattimento il 22 giugno 1944 di un bombardiere B25 nella campagna di Bibbona: Media: BOMBARDIERE B25 22 GIUGNO 1944.jpeg

Video inedito sugli effetti dei bombardamenti di Cecina:



Video della presentazione con gli interventi di Ruiu, Pecchia (figlia), Bonanni, Fazzini e Mennucci:



29 giugno 1994, 50° Anniversario della Liberazione di Bibbona

Qui sotto potete trovare alcune pagine tratte da 1943 - 1945. La liberazione in Toscana, la storia, la memoria. Testimonianze ricordi dai comuni toscani. Libri e ricordi nel cinquantesimo [download] edito nel 1994 in occasione del cinquantennale della liberazione della nostra costa.

1943 - 1945. La liberazione in Toscana

Le pagine su Bibbona è incentrata sull'intervista dell'allora assessore del Comune di Bibbona Amelia Montorzi alla Signora Bruna moglie del noto Righino personaggio legato alla storia del Leccio di Righino che si svolge al tempo della Seconda Guerra Mondiale.

Ecco il racconto.

Durante la guerra Bibbona dovette ospitare un grande numero di sfollati. Vennero qui, in cerca di una maggiore sicurezza, intere famiglie che abbandonarono le città più esposte ai bombardamenti, in particolare Livorno, fatta evacuare dai tedeschi, trovando un'ospitalità che molti ancora oggi ricordano e testimoniano. Solidarietà ebbero anche i soldati allo sbando che cercavano un aiuto ed abiti civili per raggiungere le loro case. I prigionieri costretti a lavorare nei depositi di munizioni delle Casermette, furono aiutati dai patrioti a raggiungere le formazioni della III Brigata Garibaldi. A mandare avanti i poderi erano rimasti donne, bambini ed anziani. Furono tante le famiglie mezzadrili che divisero il loro pane con chi non aveva niente o aveva perso tutto. Particolarmente rammentato dai bibbonesi è, però, un episodio avvenuto nei giorni immediata-mente precedenti la liberazione, che vide protagonista un giovane guardiano di cavalli, Righino Righini. Questo giovane di 25 anni trascorreva gran parte del suo tempo nel bosco della Magona, che dalle adiacenze dell'abitato di Bibbona si estende fin sotto Volterra, congiungendosi con i boschi di Castagneto Carducci e di Sassetta. Righino, quando rimaneva in Magona, abitava in un capanno costruito ad una certa distanza dal luogo dove aveva nascosto i cavalli per sottrarli alle razzie dei soldati tedeschi. La linea del fronte, infatti, era ormai vicina e i reparti tedeschi in ritirata andavano alla ricerca di ogni possibile mezzo dì trasporto. Il pomeriggio del 29 giugno del 1944, Righino si incamminò nel bosco in compagnia di due suoi amici di Guardistallo, Tinagli e Pantani. Con in spalla l'inseparabile doppietta i tre procedevano per sentieri diversi senza troppe preoccupazioni; di tanto in tanto, segnalavano fischiando la loro posizione per non perdere coniano. Giunti alla piana dei Tre Cerri si imbatterono in una pattuglia tedesca che batteva la zona. Tinagli e Pantani riuscirono a fuggire e a tornare al capanno mentre Righino fu preso. Accusato di essere un partigiano venne spinto in malomodo al casolare del Triesto, dove i tedeschi avevano il loro comando e lì fu decisa la sua fucilazione. Portatolo in una vigna, secondo il noto, macabro rituale, essi fornirono a Righino un piccone perché si scavasse la fossa; il giovane capì che ormai la sua esecuzione era vicina e gridò ad una conoscente che passava: "Nella, mi raccomando, dite alla mia mamma che mi ammazzano e che venga qui a portarmi dei fiori". Ma il guardiano dei cavalli non aveva alcuna intenzione di farsi fucilare. Scavando, aspettava attento il momento più opportuno per scappare; quando i tedeschi si sedettero a fumare appoggiando per terra i fucili, Righino non perse un attimo, con un gran balzo saltò il filo spinato che cingeva la vigna e si gettò a capofitto fra i rovi della folta vegetazione che nascondeva un pozzo abbandonato. I tedeschi balzarono in piedi sparando con rabbia nella fitta boscaglia; dovettero essere sicuri di averlo ucciso perché, di lì a poco, passando dal capanno, dissero a Tinagli e a Pantani di aver incontrato un partigiano e di averlo ammazzato. I due conclusero che non poteva trattarsi che di Righino. Egli, invece, sanguinante per le escoriazioni e i graffi, ma vivo, attendeva in fondo al pozzo il momento opportuno per uscire. Giunta la notte, risalì dal pozzo e si diresse verso il capanno; facile immaginare lo sbigottimento e la felicità dei due amici nel vederlo arrivare. Qualche giorno prima (20 giugno) aveva perso la vita il giovane Amerigo Cionini, mentre lo stesso 29 giugno venne ucciso da una pattuglia nazifascista Giuseppe Gelli. L'11 luglio 1944, nel paese da poco liberato, si riunì il Comitato di Liberazione Nazionale, alla presenza del rappresentante del Governo Militare Alleato cap. Witby, che elesse il primo sindaco nella persona di Lorenzo Saturno Cianti, nativo di Bibbona; egli già negli anni '20-'21 aveva ricoperto tale incarico. Nelle elezioni del marzo 1946 venne eletto Augusto Macchi che venne riconfermato nel 1951. Oggi molte cose sono cambiate a Bibbona, dopo i mutamenti intervenuti nell'agricoltura con la fine della mezzadria e in seguito allo sviluppo turistico. La risorsa paesaggistica sulla costa ed in collina è protetta e valorizzata quale principale punto di forza dello sviluppo economico e sociale di Bibbona.

Qui trovare il mio articolo su Righino: Il leccio di Righino, 2015

Quel 29 giugno, in occasione del 50° anniversario, venne svolta a Bibbona una solenne cerimonia con il sindaco di allora Pierino Barsotti. Qui sotto la copertina del notiziario Bibbona notizie, sfortunatamente le altre pagine sono andate perdute. Venne anche RAI3 con il giornalista Stefano Marelli ad intervistare i testimoni.

Bibbona notizie, giugno 1994

Qui puoi scaricare a copertina dell'edizione di Bibbona notizie del giugno 1994 dedicato al 50° anniversario della liberazione di Bibbona: Bibbona notizie, giugno 1994

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